Comitato Organizzatore: CSI PARMA p.le Matteotti, 9 | C.F. 80018860348 
 Telefono 0521/281226 -289870 - Fax 0521/236626
 csi@csiparma.it  -  info@paliodiparma.com


www.csiparma.it

  • Facebook
  • Instagram - Grey Circle

Cenni Storici

Le prime notizie relative al Palio di Parma sono quelle documentate dalla “Cronaca” del 1313 di Giovanni del Giudice il quale parla della « corsa dello scarlatto da di fuori della Porta detta Nova alla Piazza Comune » che si teneva il 15 agosto, festività dell’Assunzione di Maria Vergine, a cui è dedicata la Cattedrale cittadina. Interessante scoprire che “lo scarlatto” fu uno fra i più antichi e celebri palii che si correvano nei comuni, evento con usi e gare analoghi a quelli di altre località del centro e nord Italia.

 

Non conosciamo esattamente l’anno in cui venne corso per la prima volta il Palio, ma era ben radicato nel tessuto sociale grazie anche alle tradizioni precedenti: l’albero della cuccagna ai cui premi ambivano i più umili, l’hastiludio (combattimenti di aste, bastoni o giochi forse di bandiere) e le giostre equestri con lance cortesi detti bagorda (o bigorda).

Alla manifestazione, a cui accorrevano in gran numero anche da altre città italiane, era legato un diffuso sentimento di Pace, situazione raggiunta e mantenuta con estrema difficoltà edenormi sacrifici per quei tempi. Sappiamo per certo che il 15 agosto del 1314 si corse per festeggiare il fidanzamento del Signore di Parma, Giberto da Correggio, con la nobile e virtuosa Engelenda (detta Maddalena) Rossi così da sancire la pacificazione fra le fazioni guelfa e ghibellina con il ritorno degli esiliati, che poterono riprendere possesso delle loro terre, palazzi e castelli.

Nel 1490 furono introdotte alcune novità: oltre al tradizionale pallio di velluto scarlatto dei cavalli Berberi anche diversi palii di panno, quindi meno preziosi; uno bianco per gli asini, uno turchino per gli uomini ed un quarto palio verde per le donne. Il dominio francese e le continue lotte crearono un periodo forzato di sospensione dei giochi che ripresero nel 1525. 

Nel 1796 furono soppressi per motivi di ordine pubblico i festeggiamenti delle consuete ricorrenze, che comportavano uno sperpero di danaro e comportamenti scandalosi, quindi venirono mantenute solo le cerimonie religiose. Persi inoltre gli ideali cavallereschi che lo sostenevano, Possiamo fare coincidere con questa data anche la fine dell’antichissimo Palio.